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L’Ombra

Nella narrativa di tutti i tempi, in particolar modo con l’avvento della psicoanalisi, il tema del doppio è un topos letterario ricorrente che non smette di risultare fonte di profonda inquietudine. Da Dostoevskij a Poe, da Stevenson a Schintzler, da Wilde a Joyce, senza dimenticare il nostro Pirandello, sono tanti i protagonisti delle più affascinanti storie mai narrate a vivere di una doppia natura: che sia un sosia o una parte mostruosa del loro io a prendere il sopravvento, leggendone le peripezie, si assiste sempre con impotenza alla scissione delle loro personalità e a tutte le aberrazioni che questa spaccatura comporta.
Francesco Del Re, con il suo tratto nervoso e distorto, si è incamminato perfettamente a suo agio lungo questo sentiero intricato tra la realtà e il sogno e con una forte scelta cromatica ha caratterizzato l’intreccio dell’animo umano, fatto di luci e di ombre, e che nasconde insieme desideri e orrori.

Quarta di copertina di Elisabetta Benfatto
“Sulla poltrona del suo appartamento piccolo, nell’abitudine di una città piccola, un ragazzo si annoia. È per noia che decide di uscire di casa, ma questa semplice decisione gli basta a innescare lo Straordinario: pensa, immagina, crea. Quasi per gioco dà vita all’ombra di se stesso e la manda in avanscoperta a caccia di emozioni nuove. L’ombra, però, si affranca dalla debolezza del suo creatore, innescando un pericoloso gioco di proiezioni e ribaltamenti.
Una rievocazione spiazzante e onirica del tema del doppio che nell’era dei social, in cui ciascuno propone l’avatar vincente di se stesso, richiama gli echi perturbanti dell’omonima fiaba di Andersen e l’attualizza nella nostra era di identità smarrite.
Con i suoi segni forti e densi Francesco Del Re racconta che il colore caldo della vita può non scaldare abbastanza e che l’azzurro del sogno può diventare agghiacciante.”